Media criticism 20 maggio 2026 1 min

Se ti vesti così, te la cerchi: come i media riscrivono la colpa

Ogni volta che un titolo descrive l'abbigliamento di una vittima, sta facendo una scelta precisa. Analizziamo come il linguaggio sposta la responsabilità da chi compie violenza a chi la subisce.

Quando apriamo un giornale e leggiamo di un caso di violenza, raramente ci fermiamo a chiederci perché certi dettagli vengono raccontati e altri no. Eppure ogni scelta editoriale è un atto di costruzione del significato.

Il dettaglio che non dovrebbe esserci

Descrivere come era vestita una donna, dove si trovava, a che ora, con chi: sono informazioni che, nella stragrande maggioranza dei casi di cronaca, non aggiungono nulla alla comprensione dei fatti. Servono solo a una cosa: costruire un contesto in cui la vittima diventa, in parte, responsabile.

Il linguaggio non descrive la realtà in modo neutro. La seleziona, la incornicia, la orienta.

La prova del contrario

Un esercizio utile: prendere lo stesso titolo e immaginarlo con un uomo come soggetto. Se "suona strano", se nessun cronista lo scriverebbe mai così, allora quel titolo nasconde un pregiudizio.

È questo il lavoro di Breaking Bias: rendere visibile ciò che diamo per scontato.

Breaking Bias — Rita Sparano ← Torna al blog